PAOLO LAGAZZI, I sentieri tra le carte: un ri-edito

 

La seguente poesia, inedita in volume (ma già pubblicata, con titolo redazionale, dal Sole 24 Ore il 18 giugno 2000), fa parte della sezione delle inedite, composte tra le due guerre e nel primo dopoguerra, dell’Archivio bertolucciano di Parma (A. S. Pr, Archivio Attilio Bertolucci, b. 2, Serie II, fasc. 4/44; la precedente 43 è una versione preparatoria, con varianti e correzioni in margine). Benché non datata, la poesia rientra senza dubbio in quella lunga fase della ricerca di Bertolucci, tra gli anni ’30 e ’40, che lo porterà, dopo Fuochi in novembre, all’elaborazione di Lettera da casa. Per il suo nitore ‘classico’ e la sua struggente, lirica musicalità, non è illegittimo ipotizzare che la poesia sia prossima al lavoro svolto da Bertolucci per aiutare la sua allora fidanzata Ninetta a comporre la tesi su Catullo (da lei discussa nel ’36). Il testo, d’altra parte, anticipa da lontano l’immagine delle lucciole ´sfiniteª, di cui le ´foglie amareª di un giugno ´ventosoª sono ´imbrattateª, che conclude la Canzone triste in tre parti della Lucertola di Casarola, la poesia di commiato di Bertolucci al mondo, vibrante del presagio di quel giugno in cui sarà concesso, infine, al poeta di realizzare la sua richiesta ai vivi e ai morti, agli uomini e agli dèi: ´lasciatemi andar viaª.

Paolo Lagazzi

 

 

Come lucciola allor ch’estate volge
All’ardore di luglio, stanca posa
Sull’erba che la vide errare quando
Più temperate sere il cielo invia,

Dov’è caduta luce tramortita
E fioca, e così sola nella notte,
Così l’anima giace poi che il curvo
Giro degli anni a suo fine declina.

Una stellata notte allor consoli
Nostra tremante quiete, quale questa
Che s’apre dolce e silente
Su te, lucciola morente.

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